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LE INTERVISTE

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GIUSEPPE DE CARLI

Realizzata

da

Franco Mariani

Con grande goia e un pizzico di commozione e orgoglio vi presento l'intervista che in esclusiva per Villa Basilica ho realizzato con il collega vaticanista del TG1 e Direttore di Rai Vaticano, Giuseppe De Carli.

Commozione e orgoglio perchè per chi come me, da Vaticanista segue da sempre le attività della Santa Sede, del Vaticano e del Santo Padre ha in Giuseppe un punto di riferimento.

De Carli essere vaticanista nel mondo globale dell’informazione oggi la possiamo definire una “ speciale missione”, e “laica” se uno è un giornalista cattolico ?

Si, è una speciale missione. Ed è una "missione laica" nel senso che deve svolgersi all'insegna della professionalità, della sobrietà, dell'onestà intellettuale. L'essere "cattolico" non è un impedimento , è, semmai, un elemento in più perchè permette di meglio comprendere ciò che si deve comunicare o raccontare.

Vivere e lavorare a due passi dal centro della cristianità diventa un abitudine oppure ogni giorno si scopre e si vive qualcosa di diverso ?

Non diventa una abitudine. E' impossibile. C'è una percezione "in progress" della fede così come viene vissuta o predicata dalla Chiesa. Se poi ci si deve occupare dell'attività del Papa, tutto cambia di segno. Per ciò che mi riguarda ho vissuto da vicino la straordinaria parabola di vita e di testimonianza cristiana di Giovanni Paolo II, così come sono stupito dalla curvatura intellettuale di Papa Benedetto XVI, il Papa dell'amicizia con Dio. Un intellettuale sul trono di Pietro, ma un "intellettuale col cuore".

I telespettatori spesso hanno sentito citare la struttura di Rai Vaticano, perché è nata, e come si articola ?

E' nata a seguito dell'esperienza di RAI-Giubileo. Doveva porsi come interlocutrice unica, per la RAI, della Santa Sede, della Chiesa italiana, delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni presenti nel nostro Paese.

Ma questa struttura, che per essere “vicina” del Vaticano dovrebbe avere sicuramente un certo sostegno da parte dei vertici dell’Azienda Rai in realtà non si sente ben valorizzata, vero ?

Non sempre alle buone intenzioni seguono i fatti. Ogni testata e rete sono gelose dei loro spazi in palinsesto. E così, a distanza di cinque anni siamo ancora alla ricerca di un ruolo, di una identità anche se dipendiamo direttamente dal direttore generale dell'azienda RAI. Nonostante ciò, non siamo rimasti inerti. Sia per le dirette, che i grandi speciali, quando c'è l'impegno della Struttura RAI-Vaticano lo si avverte. Specie per la qualità dell'offerta televisiva.

Più di 400 dirette seguendo prevalentemente” il dolce vicario di Cristo in terra”, per dirla alla maniera di una santa toscana, oggi patrona d’Italia. Quali ricordi in maniera particolare ?

La diretta del 26 marzo 2000 a Gerusalemme. Papa Wojtyla ebbe una intuizione fiulminante: farsi pellegrino delle tre religioni monoteiste nella stessa mattina. Sulla spianata delle Moschee, luogo sacro per l'Islam; al Muro del Pianto, luogo di pià alta identificazione fra il popolo d'Israele e Jahvè: il Santo Sepolcro, luogo sorgivo del cristianesimo.

Tanti personaggi e cardinali conosciuti, cosa ci dici del Cardinale Martini e del Cardinale Bertone ?

 Hanno temperamenti diversi. Difficile fare paragoni. Si rischia sempre di procedere per luoghi comuni. Il cardinale Martini credo che sia una delle figure più alte della cristianità contemporanea. Di Bertone amo il suo  modo di essere prete, il suo slancio salesiano, alla "don Bosco".

Qual è oggi la missione della Chiesa italiana secondo Te?

Deve aiutare donne e uomini a conoscere Cristo. Altre missioni sono importanti, ma non è quella fondamentale. Una comunità solidale capace di misurarsi con il modello della Chiesa raccontataci negli Atti degli Apostoli.

A chi oggi, tra i giovani, ambisce a diventare giornalista cattolico e forse Vaticanista, cosa consigli, sia come Direttore che come collega cattolico?

Non direi diventare giornalista cattolico. Diventare giornalista; una impagabile professione che consiste nel far capire agli altri quello che noi spesso non capiamo affatto, lo scriveva Indro Montanelli. Un giornalista cattolico si distingue sempre, non perchè è cattolico, ma perchè è più bravo. Conosce il mestiere e lo svolge con serietà, passione, curiosità. Aggiungerei: umiltà e gioia.

Infine, ma non meno importante, l’attività editoriale, mi parli della tua ultima fatica?

Sono almeno due. Il libro col cardinale Bertone e prefazione di Bendetto XVI che parla dell'ultima veggente di Fatima. Una questione intrigante che si raccoglie attorno al cosiddetto "Terzo Segreto". E' un viaggio fascinoso sulle tracce del divino, nel tentativo di capire qualcosa della "grammatica del cielo". Poi il ponderoso volume : "Benedictus. Servus servorum Dei" dedicato a Papa Ratzinger. In ottobre, infine, una iniziativa che mi sta appassionando: la lettura integrale della Bibbia. Per sette giorni e sei notti a Roma, in una basilica, in concomitanza col Sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio. E' la signoria della Parola. Il popolo di Dio che si pone in ascolto e scava, finalmente dentro di sè, spazi di preghiera e riflessione.  

Franco Mariani

                                         
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